The Beatles : Get Back

Il canale Disey + ha recentemente trasmesso la mini serie televisivaThe Beatles: Get Back. Il documentario del 2021 diretto da Peter Jackson mostra per intero tutte le fasi della creazione dell’album “Let it be” e la pianificazione della prima esibizione dal vivo dopo tre anni di assenza. Il documentario mostra integralmente lo storico concerto sul tetto. Osservare da vicino la genesi e lo sviluppo di brani del calibro di “Don’t let me down”, Something o Get back merita solo per questo la visione del documentario.

Questa serie è una splendida lezione di musica che mostra come la band più influente di tutti i tempi componeva e arrangiava i propri brani. Paul si mette al basso ed improvvisa cantando una melodia che mano mano prende forma e diventa “Get back” incredibile!, il testo ancora non c’è. John fa sentire agli altri un brano che aveva composto poco prima: si tratta della meravigliosa “Across the universe”. Solo questo brano sarebbe l’apice per qualsiasi songwriter che potrebbe vivere sugli allori per il resto della vita, ma con i beatles l’asticella della qualità è così alta che diventa un brano fra i tanti. George non ha ancora finito di scrivere il testo di Something che un certo Frank Sinatra definirà la più bella canzone d’amore degli ultimi 50 anni. Un altro aspetto che traspare nel documentario è il sarcasmo e l’autoironia tra i quattro, il non prendersi mai sul serio , il fare l’imitazione e la parodia di se stessi che reputo una caratteristica che solo i migliori hanno.

Non sono tutte rose e fiori però, non mancano i momenti di tensione tra i quattro, considerando che da lì a qualche mese i beatles come gruppo non esisteranno più. Avranno solo il tempo di incidere un altro disco, quello con le striscie pedonali più famose del mondo, ovvero Abbey Road, ancora migliore a mio avviso di Let it be.

Un altro momento magico e l’arrivo di un loro amico: l’ipertalentuoso tastierista Billy Preston che aggiunge un tocco gospel ai brani. Il quinto Beatles che suggella una perfetta alchimia.

Il terzo episodio è il preludio di quello che sarà l’ultimo concerto dei quattro di Liverpool che si tenne sul tetto del palazzo dove facevano le prove. La scena più divertente è quando, durante il concerto, qualcuno chiamò la polizia che minacciò molto gentilmente di arrestare tutti se non avessero immediatamente smesso, mi fermo quì per non fare lo spoiler.

Quando i Beatles si sciolsero nessuno di loro aveva compiuto 30 anni, avevano gia fatto tutto scrivendo oltre 300 canzoni in appena sette anni di attvità. Creando il prog-rock, la psichedelia,l’Heavy metal ed un’infinità di altri generi. Non ho dubbi sul fatto che siano stati la migliore band di sempre.

Before and After Brian Eno (recensione)

Before and After Brian Eno

Il libro biografico  su Brian Eno scritto da Marco Calloni rappresenta una piacevole eccezione (considerando l’attuale contesto della letteratura di genere musicale), dove poter approdare ad una lettura asettica non solo del “personaggio” Eno , ma anche, del contesto socio-musicale di un periodo che abbraccia almeno  cinque decadi.

Il libro ci racconta l’articolato ed originale percorso musicale dell’artista e di tutti gli innumerevoli progetti e collaborazioni alle quali ha preso parte. Un opera che in partenza potremmo definire titanica, ma alla quale il giovane autore sembra uscirne vincente, considerando che le oltre 300 pagine del libro sono scritte in uno stile fluido e lineare. Continua a leggere

La scala di sesta diminuita di Barry Harris (parte prima)

Intorno agli anni 40 del secolo scorso assistiamo alla nascita delle grandi orchestre swing in particolare quelle di Benny Goodman e Glenn Miller. Infatti In pieno periodo bellico, i locali e le case discografiche si sforzano di far dimenticare la guerra ed i problemi sociali ( tra cui l’apartheid verso i neri).

In queste big band  militano soprattutto musicisti bianchi, che hanno assimilato perfettamente il linguaggio swing e si accaparrano le sempre più scarse occasioni di lavoro.

Alcuni musicisti  consideravano queste orchestre troppo commerciali e soprattutto rigide per quanto riguarda le loro possibilità improvvisative. Da queste premesse nasce un nuovo movimento che si chiama “bebop” i cui padri fondatori saranno il chitarrista  Charlie Christian, il pianista Thelonious Monk , Dizzy Gillespie, il batterista Kenny Clarke e il sassofonista Charlie Parker. Quest’ultimo è da molti ritenuto il vero padre del bebop. Un musicologo scrisse :” Si deve a Bird (Parker) più che a chiunque altro il modo in cui fu suonata quella musica; ma è merito di Dizzy se fu messa per iscritto.”

Questo nuovo genere aveva nell’ improvvisazione il suo aspetto fondamentale. La melodia di un brano molto spesso era messa in secondo piano per dar spazio alle pirotecniche abilità degli improvvisatori. L’armonia faceva ricorso molto spesso alle sostituzioni armoniche ed alle dissonanze, in contrapposizione alla musica swing delle grandi orchestre che era scritta sullo spartito e non consentiva sufficiente libertà agli improvvisatori.

Nel bop, tutto quello che è banale, scontato, ballabile o gradito al pubblico medio dell’epoca è sistematicamente bandito.


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Robert Johnson, il diavolo ed il delta blues

Le uniche cose che ci rimangono di R. Johnson sono questa foto  e 29 tracce registrate nel 1936 ( chitarra e voce), le quali hanno influenzato un numero impressionante di gruppi ed artisti  che, per loro stessa ammissione hanno dichiarato di essersi ispirati a lui . In pratica possiamo dire: No Robert Johnson No Rock and roll.

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Tutto quello che un musicista dovrebbe sapere sul diritto d’autore

 

I diritti connessi ad un opera musicale si suddividono in tre categorie

  1. Diritto d’autore (spetta unicamente  al compositore/i e all’autore/i della parte letteraria del brano) e riguarda tutti i diritti connessi con l’opera.

  2. Diritti di riproduzione meccanica o diritto di master (lo detiene il proprietario del master ovvero dell’incisione fonografica, sia che abbia un supporto fisico (CD, Vinile, DVD ecc), o sia che sia su file digitale e quindi immateriale.  Viene diviso tra l’editore e l’autore in percentuali definite da un contratto.

  3. Diritti di  di esecuzione  di un brano. Sono le royalties generate dal’esecuzione ad esempio durante un concerto. Anche queste vengono divise tra l’editore e l’autore previo contratto.

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Miles Ahead il film

Film biografico del 2016 incentrato sul periodo in cui Miles Davis  nel 1979 si ritirò dalle scene per qualche anno.

Ad impersonare Miles c’è il bravo  Don Cheadle, ma questo non basta a rendere il film almeno accettabile. La sceneggiatura ricorre in modo ossessivo all’uso del flashback rendendone discontinua la linea narrativa e noiosa la visione.

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Le Scale musicali

Una scala è semplicemente una serie di note, ordinate in progressione sia verso l’alto che verso il basso, con inizio da una nota qualsiasi fino a raggiungere la relativa ottava.

Il termine scala proviene dalla lingua latina ed è chiara l’analogia fra le note musicali ( o gradi di una scala musicale) e gli scalini della comune scala di un edificio. Le scale musicali usate sono più d’una, ad esempio la scala pentatonica, la scala blues, la scala araba la scala a toni interi, ecc.

La scala basilare del sistema musicale europeo è la scala diatonica, formata di toni  e semitoni all’interno di un intervallo di ottava Continua a leggere

L’arte del Mastering

Il mastering rappresenta l’ultimo processo di tutta la catena della produzione musicale e fonografica che possiamo  dividere in 4 ben distinte fasi:

Composizione

E’ il momento della nascita del brano ed è la fase più creativa dell’intero processo. Si definisce, nella fase embrionale  l’ossatura del brano. Continua a leggere

Nuovi nastri inediti dei Doors

Ricorre in questi giorni il 50 esimo anniversario del disco di debutto dei Doors e contemporaneamente vengono pubblicati delle registrazioni di inediti in riferimento alle primissime attività del gruppo. Quando la band suonava da appena 8 mesi.

I Doors si formano nel 1965 a Los Angeles , con il cantante Jim Morrison , il tastierista Ray Manzarek , il chitarrista Robby Krieger e il batterista John Densmore . Continua a leggere