Archivi categoria: teoria musicale

teoria musicale, armonia, melodia, ritmo

La scala di sesta diminuita di Barry Harris (parte prima)

Intorno agli anni 40 del secolo scorso assistiamo alla nascita delle grandi orchestre swing in particolare quelle di Benny Goodman e Glenn Miller. Infatti In pieno periodo bellico, i locali e le case discografiche si sforzano di far dimenticare la guerra ed i problemi sociali ( tra cui l’apartheid verso i neri).

In queste big band  militano soprattutto musicisti bianchi, che hanno assimilato perfettamente il linguaggio swing e si accaparrano le sempre più scarse occasioni di lavoro.

Alcuni musicisti  consideravano queste orchestre troppo commerciali e soprattutto rigide per quanto riguarda le loro possibilità improvvisative. Da queste premesse nasce un nuovo movimento che si chiama “bebop” i cui padri fondatori saranno il chitarrista  Charlie Christian, il pianista Thelonious Monk , Dizzy Gillespie, il batterista Kenny Clarke e il sassofonista Charlie Parker. Quest’ultimo è da molti ritenuto il vero padre del bebop. Un musicologo scrisse :” Si deve a Bird (Parker) più che a chiunque altro il modo in cui fu suonata quella musica; ma è merito di Dizzy se fu messa per iscritto.”

Questo nuovo genere aveva nell’ improvvisazione il suo aspetto fondamentale. La melodia di un brano molto spesso era messa in secondo piano per dar spazio alle pirotecniche abilità degli improvvisatori. L’armonia faceva ricorso molto spesso alle sostituzioni armoniche ed alle dissonanze, in contrapposizione alla musica swing delle grandi orchestre che era scritta sullo spartito e non consentiva sufficiente libertà agli improvvisatori.

Nel bop, tutto quello che è banale, scontato, ballabile o gradito al pubblico medio dell’epoca è sistematicamente bandito.


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Le Scale musicali

Una scala è semplicemente una serie di note, ordinate in progressione sia verso l’alto che verso il basso, con inizio da una nota qualsiasi fino a raggiungere la relativa ottava.

Il termine scala proviene dalla lingua latina ed è chiara l’analogia fra le note musicali ( o gradi di una scala musicale) e gli scalini della comune scala di un edificio. Le scale musicali usate sono più d’una, ad esempio la scala pentatonica, la scala blues, la scala araba la scala a toni interi, ecc.

La scala basilare del sistema musicale europeo è la scala diatonica, formata di toni  e semitoni all’interno di un intervallo di ottava Continua a leggere

La musica della matematica… studio sulle trascrizioni cartesiane

fiori

I rapporti che legano la musica e la matematica sono noti da moltissimo tempo, si consideri gli studi  della  scuola pitagorica intorno al 450 a.c. sulle corde vibranti, dove si scoprì che dividendo una corda in due parti uguali si otteneva lo stesso suono ma di altezza superiore (ottava) rispetto alla corda intera. Continua a leggere

Breve storia del tempo…

tempoL’osservazione della natura ci suggerisce con la massima evidenza la presenza del ritmo nell’universo. La ciclicità del giorno e della notte, le onde marine che continuamente si succedono, i battiti del nostro cuore, il nostro respiro, fanno capire che il ritmo è qualcosa di fortemente connesso al movimento che si ripresenta regolarmente nel tempo. Questo effetto pulsante può essere avvertito anche nel linguaggio dove le sillabe sono raggruppate secondo un certo ordine e con determinati accenti. Si pensi all’importanza del ritmo nella composizione poetica. In musica, ove il ritmo è probabilmente pervenuto alla sua più alta e cosciente sistemazione, questa regolare pulsazione o battito, si presenta in gruppi Binari (2 battiti) o Ternari (3 battiti) oppure in combinazioni ottenute dalla loro unione. I battiti compresi prima della loro ripetizione formano la battuta che è indicata da una linea verticale nella partitura. Per indicare il tempo si ricorre alle frazioni matematiche; dove nel numeratore viene indicato il numero di battiti, mentre nel denominatore la loro durata. Ad esempio il tempo di 2/4 indica due battiti (di cui il primo accentato) della durata di un quarto ciascuno . Continua a leggere

La forma suite

 

suite

La suite è una composizione srumentale consistente in un seguito di danze stilizzate, Fu una delle forme di musica strumentale più importanti del corso dei secoli XVII e XVIII, ed è tuttora usata, sebbene con alcune modificazioni. I quattro tipi di danza più importanti che appaiono di norma in una suite del periodo barocco ( vedi quelli di Bach) sono la allemanda, la corrente, la sarabanda, e la giga. Continua a leggere

La lettura della partitura

mozart-sinfomia-40 Il requisito più importante per accostarsi alla partitura è possedere una capacità di immaginazione uditiva coscientemente educata, facoltà che può essere ottenuta da chiunque non sia insensibile ai suoni. Certo, acquistarla non è facile, e non si ottiene semplicemente leggendo libri. La capacità di leggere una partitura è il risultato di una lunga pratica e di un’attiva esperienza musicale. Continua a leggere

Il canone

canone

J.S.Bach

Il canone è la forma più rigorosa di imitazione contrappuntistica. Il principio su cui si fonda è quello della ripetizione esatta del tema base da parte della voce imitante. Questa tecnica è qualcosa di simile alla Continua a leggere