Nuovi nastri inediti dei Doors

Ricorre in questi giorni il 50 esimo anniversario del disco di debutto dei Doors e contemporaneamente vengono pubblicati delle registrazioni di inediti in riferimento alle primissime attività del gruppo. Quando la band suonava da appena 8 mesi.

I Doors si formano nel 1965 a Los Angeles , con il cantante Jim Morrison , il tastierista Ray Manzarek , il chitarrista Robby Krieger e il batterista John Densmore .

La band ha preso il nome dal titolo di un libro dello scrittore Aldous Huxley  ‘Le porte della percezione ,  che a sua volta era un riferimento ad una citazione fatta da William Blake : “Se sono stati purificati le porte della percezione, ogni cosa apparirebbe all’uomo come è, infinita. ” Sono stati tra i gruppi rock più controversi e influenti degli anni 60, soprattutto a causa dei testi di Morrison leader carismatico e personaggio imprevedibile . Dopo la tragica morte di Morrison nel 1971, all’età di 27 anni, i restanti membri continuarono come trio fino a sciogliersi nel 1973.




Il primo periodo

Il complesso fu fondato nell’estate del 1965 a Venice Beach, in California, a seguito dell’incontro tra Jim Morrison e Ray Manzarek, entrambi studenti della UCLA School of Theater, Film and Television dell’Università della California. La stessa scuola che frequentò il noto regista Oliver Stone che avrebbe fatto , anni dopo ,un film sulla band. Morrison aveva ricevuto una tiepida accoglienza verso un suo cortometraggio per la tesi di laurea, soprattutto per il poco professionale montaggio tecnico (la pellicola si ruppe più volte); fu disgustato da tale incomprensione al punto da nemmeno presentarsi per il ritiro del diploma di laurea. Passeggiando lungo la spiaggia di Venice, Morrison canticchiò a Manzarek, quattro anni più grande di lui, il testo di una canzone che aveva da poco scritto, Moonlight Drive, dichiarandogli contemporaneamente la sua totale inesperienza musicale e quindi l’impossibilità di tradurla su pentagramma.

Attraverso le sue conoscenze, Ray ebbe la possibilità di ingaggiare Krieger, interessato al flamenco, e Densmore, appassionato di jazz, che già suonavano con un gruppo chiamato The Psychedelic Rangers: i tre si erano conosciuti ad una lezione comune di meditazione trascendentale del guru Maharishi Mahesh Yogi.

I Doors partirono privi di un bassista, fondamentale in quanto riferimento ritmico per un gruppo rock, non trovarono un musicista di loro gradimento in quel ruolo: va detto che tra i quattro Doors si creò subito un rapporto molto stretto e profondo che Morrison voleva custodire con ogni cura. Di conseguenza, durante i provini alla ricerca del bassista, l’attenzione non andava soltanto alle capacità musicali dell’eventuale nuovo acquisto per il gruppo ma anche alla sua persona. Dopo qualche audizione, Manzarek, tastierista tecnicamente e musicalmente dotatissimo, propose di adattarsi in quel ruolo, aggiungendo al suo organo Vox Continental uno strumento che gli consentisse di suonare le note basse con la mano sinistra e la parte melodica con la destra. Nello specifico, utilizzò un Fender Rhodes Piano Bass, appoggiato sulla calotta perfettamente piatta del Vox Continental. Fu la soluzione definitiva, che caratterizzerà il sound della band e, in parte, anche le composizioni. La tastiera suonata solo su ottave alte divenne infatti una componente tagliente e inusuale, dando a questo strumento un ruolo molto rilevante nella definizione delle linee melodiche dei brani e un’incredibile posizione di primo piano negli assolo. In quegli anni, infatti, il ruolo descritto era competenza esclusiva delle chitarre elettriche, cui competevano anche tutti gli assolo. Nelle registrazioni in studio, comunque, a parte l’album The Doors, fu scelto di utilizzare il basso elettrico, suonato da diversi celebri turnisti: Jerry Scheff, Harvey Brooks, Doug Lubahn, Kerry Magness, Lonnie Mack, Larry Knechtel, Leroy Vinnegar e Ray Neapolitan figurano tra i bassisti scelti.

I Testi

I testi delle canzoni dei Doors (la maggior parte di Morrison, coltissimo, intellettuale, vorace divoratore di libri delle più disparate epoche e tematiche) sono influenzati dagli scritti del già citato Aldous Huxley, influenze sulla poetica dei Doors sono rintracciabili nel pensiero di Friedrich Nietzsche, nell’antropologia, nella letteratura antica, romantica, simbolista, surrealista, moderna e nella cultura classica e del mito in genere, come il chiaro riferimento all’Edipo re di Sofocle nella canzone The End; uno tra i poeti più amati da Morrison fu Rimbaud, sosteneva la tesi dello sconvolgimento dei sensi, necessario per divenire “veggente”. Il sound dei Doors è divenuto celebre per le evoluzioni alla tastiera di Ray Manzarek, appassionato di J.S. Bach e della Classica, del jazz e del blues di Chicago, lo stile di Robby Krieger la cui chitarra echeggiava la classica spagnola ed il flamenco, la musica indiana e modale, il free jazz, lo slide blues bottleneck e la musica classica e per finire, il batterista Densmore il cui stile unico, esotico ed espressionista deve moltissimo al jazz ed al tribal.

“Non sono interessato a nulla tranne la rivolta, il disordine ed il caos”

Dopo il primo disco omonimo i Doors scalano le vette delle classifiche e come di consuetudine il gruppo viene invitato a partecipare ad alcuni programmi televisivi.

Nel maggio 1967, i Doors presero parte alla registrazione live di The End al debutto televisivo internazionale per la Canadian Broadcasting Corporation (CBC) negli studi televisivi di Toronto, Canada per il programma The Rock Scene: Like It Is (performance contenuta nel DVD The Doors Soundstage Performances pubblicato nel 2002).

Il 17 settembre 1967 i Doors furono invitati a partecipare al programma televisivo Ed Sullivan Show, dove eseguirono le canzoni People Are Strange e una devastante e memorabile versione di Light My Fire. Il produttore di Sullivan, Bob Precht, chiese ai Doors di modificare la canzone sostituendo la parola Higher con qualche altro aggettivo. Alle prove i Doors promisero che lo avrebbero fatto ma durante la critica esibizione mantennero intatto il testo: il produttore, furioso, disse ai quattro che non sarebbero stati mai più invitati alla trasmissione, come in effetti accadde.

Il 9 dicembre 1967 i Doors si esibiscono nell’arena di New Haven, Connecticut, dove Morrison viene arrestato sul palco con l’infamante accusa per indecenza e oscenità in pubblico dalla polizia locale, salvo poi essere scagionato dalle accuse rivolte contro di lui.

Pochi minuti prima di salire sul palco, Morrison non viene riconosciuto da un poliziotto e finisce per prendersi del liquido irritante in volto, perché si trovava appartato con un’amica nelle docce dell’arena; il poliziotto ordina loro di andarsene, Morrison si arrabbia per l’intrusione e reagisce in modo insolente. Una volta saliti sul palco durante Back Door Man Morrison si lancia in una diatriba sul comportamento del poliziotto, ed inizia a raccontare la storia apostrofando il poliziotto quale “ometto blu”, a questo punto la polizia ordina al direttore di palco di accendere le luci nell’arena e di sospendere il concerto, mentre il tenente Kelly si dirige verso Morrison per arrestarlo. Morrison viene poi trascinato dietro le quinte, pestato a sangue dalla polizia di New Haven che arresta anche i reporter che scattano fotografie e filmano l’accaduto, sequestrando loro le pellicole.

L’incidente di Miami

” Sono sempre stato attirato dalle idee di ribellione contro l’autorità. Quando ti riconcili con l’autorità, diventi tu stesso un’autorità.”

Durante il concerto che i Doors tennero a Miami il 1º marzo del 1969. I Doors ed il tecnico Vince Treanor, riguardo al presunto gesto osceno di Morrison, hanno sempre smentito l’accaduto, affermando che quella sera erano tutti vicini a Morrison e nulla accadde; lo stesso Jim Morrison ha sempre sostenuto la sua innocenza. In realtà, nonostante siano state scattate almeno 430 foto ed esista la registrazione audio di tale concerto, nessuna di esse mostra Morrison in atteggiamenti osceni.

A seguito di ciò, tuttavia, Morrison subì un processo, e venne liberato su cauzione, ma l’immagine della band ne uscì gravemente macchiata, al punto che furono annullati tutti i concerti che i Doors avevano iniziato in quel periodo. In seguito a ciò decisero di comune accordo di non partecipare al Festival di Woodstock ritenuto dalla band uno spazio molto vasto per la loro esibizione e che diminuiva notevolmente l’energia e l’intimità che ambienti più raccolti sono invece in grado di dare. In seguito. Per i fatti di Miami, Morrison venne condannato  a 6 mesi di reclusione con l’obbligo dei lavori forzati. Ma non scontò mai la pena in quanto sopraggiunse la scomparsa prematura dell’imputato.

Il tragico epilogo

Il 3 luglio del 1971, Morrison morì in circostanze mai del tutto chiarite; il suo corpo venne ritrovato privo di vita nella vasca da bagno del suo appartamento a Parigi, in Rue Beautrellis. Si concluse che fosse morto per arresto cardiaco, anche se successivamente venne rivelato che nessuna autopsia venne effettuata prima che il corpo di Morrison fosse sepolto al cimitero Père Lachaise di Parigi.

La sua morte rimane avvolta nel mistero, visto che nessuno – oltre alla sua fidanzata e al suo dottore – ha mai visto il corpo di Jim Morrison. Per evitare un continuo via vai di fotografi, persone famose e gente comune, si decise per una cerimonia funebre semplice all’interno del cimitero Père Lachaise alla quale erano presenti Pamela, Bill Siddons e al massimo altre 4 o 5 persone. La scomparsa di Morrison avvia così due movimenti: quello delle migliaia di fan che annualmente recano visita alla sua tomba in un cimitero di Parigi e quello, contrario, di coloro che credono che il cantante-mito sia vivo e vegeto a godersi la sua strana vita in qualche remoto angolo di mondo.

La morte di Jim Morrison avvenuta all’età di 27 anni va così ad aggiungere l’artista al cosiddetto Club 27(che indica gli artisti deceduti all’età di 27 anni) che comprende artisti come Brian Jones, nato a Cheltenham il 28 febbraio 1942 e morto a Hartfield il 3 luglio 1969, Jimi Hendrix nato a Seattle il 27 novembre 1942 e morto a Londra il 18 settembre 1970, Janis Joplin, nata a Port Arthur il 19 gennaio 1943 e morta a Los Angeles il 4 ottobre 1970, Kurt Cobain, nato ad Aberdeen il 20 febbraio 1967 e morto a Seattle il 5 aprile 1994 ed Amy Winehouse nata a Londra il 14 settembre 1983 e morta a Londra il 23 luglio 2011.

L’attuale tomba, un blocco di granito con epitaffio in greco antico, ha sostituito quella originale, che era sormontata da un busto marmoreo raffigurante Jim Morrison, opera dello scultore croato Mladen Mikulin, e che è stato trafugato dopo essere stato deturpato a più riprese con vernice, rossetto e graffiti. Nel 1995 gli eredi ripulirono la sua tomba e quelle circostanti e stanziarono un fondo per un sistema di sorveglianza permanente. Sulla lapide fu affissa una lastra di bronzo con l’iscrizione ΚΑΤΑ ΤΟΝ ΔΑΙΜΟΝΑ ΕΑΥΤΟΥ (translitterato: kata ton daimona eaytoy), ossia “fedele al suo spirito”, che fa riferimento all’estrema coerenza con cui egli condusse la sua vita fino al tragico epilogo.