Robert Johnson, il diavolo ed il delta blues

Le uniche cose che ci rimangono di R. Johnson sono questa foto  e 29 tracce registrate nel 1936 ( chitarra e voce), le quali hanno influenzato un numero impressionante di gruppi ed artisti  che, per loro stessa ammissione hanno dichiarato di essersi ispirati a lui . In pratica possiamo dire: No Robert Johnson No Rock and roll.

La vita

Robert Leroj  Johnson nacque  ad Hazlehurst, Mississippi l’8 Maggio? 1911, e morì a soli 27 anni (è lui il capostipite del club dei 27) in circostanze mai del tutto chiarite di cui parleremo in seguito.

I genitori erano Julia Dodds (nato ottobre 1874) e Noah Johnson (nato dicembre 1884). Julia era sposata con Charles Dodds (nato febbraio 1865), una relativamente prospera famiglia di proprietari terrieri e produttori di mobili, dal quale ebbe dieci figli. In seguito ad un contenzioso con i proprietari terrieri bianchi, Julia ha lasciato Hazlehurst con il bambino Robert, ma dopo due anni ha mandato il ragazzo a Memphis a vivere con il marito, che aveva cambiato il suo nome a Charles Spencer.

In questo periodo,  musicista blues Son House si trasferisce a Robinsonville, dove il suo partner musicale Willie Brown viveva. In tarda età, House ha ricordato Johnson come un “ragazzino” che era un armonicista competente, ma  un pessimo chitarrista che sapeva a malapena accordare lo strumento. Poco dopo, Johnson lasciò Robinsonville per l’area intorno a Martinsville, vicino al suo luogo di nascita, forse alla ricerca di suo padre naturale. Qui ha perfezionato lo stile di chitarra di House e apprese altri stili da Isaia “Ike” Zimmerman. Di Zimmerman si diceva che avesse imparato a suonare la chitarra in modo soprannaturale visitando cimiteri a mezzanotte.  Quando Johnson dopo poco tempo ritornò a Robinsonville, sembrava aver miracolosamente acquisito una tecnica chitarristica prodigiosa.Questo fatto diede inizio alle voci secondo cui  Johnson avesse fatto un patto con il diavolo per suonare in quel modo . House fu intervistato in un momento in cui la leggenda di patto di Johnson con il diavolo era ben noto tra i ricercatori del blues. Gli è stato chiesto se credesse che la tecnica di Johnson sia stata acquisita grazie a questo presunto patto, e le sue risposte equivoche sono state prese come conferma.

Johnson sviluppò una tecnica chitarristica molto particolare: una sorta di finger-picking inframezzato da improvvisazione in stile blues, ricorrendo spesso alla poliritmia fra parte cantata e strumentale. Egli, molto probabilmente, durante i suoi numerosi viaggi fece propri molti stili diversi di blues che imperversavano in quella regione degli States nel delta del Mississipi . Alcune testimonianze affermano che Johnson avesse una intonazione perfetta e sapesse suonare in tempo reale qualsiasi melodia gli fosse stata richiesta o cantata.

Le storiche registrazioni

Come avevamo accennato all’inizio del post di Johnson rimangono oltre ad un unica foto, le famose 29 tracce più 13 tracce alternative di altrettanti brani che influenzarono (molti anni dopo) generazioni di chitarristi e non solo.

La sessione di registrazione principale si è tenuta il 23 novembre 1936, nella sala 414 del Hotel Gunter a San Antonio.Le altre restanti si tennero a Dallas poco tempo dopo.

Questa è la scaletta.




1 Kind Hearted Woman Blues  Lunedì 23 novembre 1936 San Antonio, Texas

2 I Believe I’ll Dust My Broom  Lunedì 23 novembre 1936 San Antonio, Texas

3 Sweet Home Chicago  Lunedì 23 novembre 1936 San Antonio, Texas

4 Ramblin’ On My Mind  Lunedì 23 novembre 1936 San Antonio, Texas

5 When You Got a Good Friend  Lunedì 23 novembre 1936 San Antonio, Texas

6 Come On in My Kitchen  Lunedì 23 novembre 1936 San Antonio, Texas

7 Terraplane Blues  Lunedì 23 novembre 1936 San Antonio, Texas

8 Phonograph Blues  Lunedì 23 novembre 1936 San Antonio, Texas

9 32-20 Blues  Giovedì 26 novembre 1936 San Antonio, Texas

10 They’re Red Hot  Venerdì 27 novembre 1936 San Antonio, Texas

11 Dead Shrimp Blues  Venerdì 27 novembre 1936 San Antonio, Texas

12 Cross Road Blues  Venerdì 27 novembre 1936 San Antonio, Texas

13 Walkin’ Blues  Venerdì 27 novembre 1936 San Antonio, Texas

14 Last Fair Deal Gone Down (Robert Johnson)  Venerdì 27 novembre 1936 San Antonio, Texas

15 Preachin’ Blues (Up Jumped the Devil)  Venerdì 27 novembre 1936 San Antonio, Texas

16 If I Had Possession Over Judgement Day  Venerdì 27 novembre 1936 San Antonio, Texas

17 Stones in My Passway  Sabato 19 giugno 1937 Dallas, Texas

18 I’m a Steady Rollin’ Man  Sabato 19 giugno 1937 Dallas, Texas

19 From Four Till Late  Sabato 19 giugno 1937 Dallas, Texas

20 Hellhound on My Trail  Domenica 20 giugno 1937 Dallas, Texas

21 Little Queen of Spades  Domenica 20 giugno 1937 Dallas, Texas

22 Malted Milk  Domenica 20 giugno 1937 Dallas, Texas

23 Drunken Hearted Man Take  Domenica 20 giugno 1937 Dallas, Texas

24 Me and the Devil Blues  Domenica 20 giugno 1937 Dallas, Texas

25 Stop Breakin’ Down Blues  Domenica 20 giugno 1937 Dallas, Texas

26 Traveling Riverside Blues  Domenica 20 giugno 1937 Dallas, Texas

27 Honeymoon Blues  Domenica 20 giugno 1937 Dallas, Texas

28 Love In Vain Blues  Domenica 20 giugno 1937 Dallas, Texas

29 Milkcow’s Calf Blues Take  Domenica 20 giugno 1937 Dallas, Texas

Le registrazioni furono stampate su supporto a 78 giri e furono, in seguito, analizzate da molti musicologi, i quali dedussero delle importanti osservazioni. Infatti le tonalità dei brani sono molto poco chitarristiche. Tali da risultare estremamente scomode da suonare, considerando per sicuro che Johnson non usasse un capo tasto mobile. Inoltre la voce è molto acuta . Questi indizi fanno pensare che i nastri fossero stati registrati a velocità aumentata. Trovo questa ipotesi molto probabile.

I brani più popolari sono “Sweet Home Chicago” resa celebre anche dal film “the blues brothers” di John Landis con gli impareggiabili John Belushi e Dan Aykroid, e “Crossroad Blues“.

La leggenda del patto con il diavolo

tratto da wikipedia

Narra la leggenda, alimentata anche dallo stesso Johnson, che questi avesse stretto un patto col Diavolo vendendogli la sua anima in cambio della capacità di poter suonare la chitarra come nessun altro; tale diceria è sorta e si è consolidata negli anni a seguito di diversi fatti: la sua stupefacente tecnica chitarristica, basata sul fingerpicking e tuttora additata come una delle massime espressioni del delta blues, le evocazioni generate dalla sua voce e dalle complesse strutture chitarristiche che ha elaborato e il sinistro contenuto dei suoi testi che, seppur largamente improvvisati come era ovvio per il genere all’epoca, spesso narravano di spettri e demoni quando non si riferivano esplicitamente al suo diabolico accordo. A dare adito alla storia contribuirono inoltre i racconti dei vari musicisti che lo conobbero e che riferiscono della sua iniziale goffaggine nel suonare la chitarra: in base a questi racconti, peraltro tutti concordanti, Johnson scomparve dopo la morte della moglie per poi riapparire, l’anno successivo, dotato di una bravura e di un’espressività tali da lasciare tutti allibiti.

Voci dell’epoca tramandano di un incontro, avvenuto allo scoccare della mezzanotte presso un crocevia desolato, tra Johnson e un misterioso uomo in nero, il quale gli avrebbe concesso un ineguagliabile talento chitarristico in cambio della sua anima. In realtà la versione “ufficiale” è che Johnson, nel corso del suo vagare, abbia incontrato un misterioso bluesman di nome Ike Zinneman, il quale ebbe a fargli da maestro. La sinistra figura di Zinneman risulta comunque celata da un fitto velo di mistero: l’unico dato, nel completo oblìo sui suoi dati biografici, riguarda la sua abitudine di suonare nei cimiteri, tra le tombe, nota al punto da venire additato quale emissario del demonio.

Questo aspetto gotico del personaggio ha contribuito non poco a considerare il blues come musica del diavolo.

Lo scrivente considera questa storia come una leggenda e non crede che questi avvenimenti siano realmente accaduti, anche perchè sono molto simili ad un altro precedente “patto demoniaco” letterario, mi riferisco al ” Faust” di Goethe . (lo stesso luogo dell’incontro con il diavolo , ovvero un crocevia (crossroad)). In pratica una versione alternativa del capolavoro di Goethe in versione americana.

Il tragico epilogo

Il 16 agosto 1938, a soli ventisette anni, Robert Johnson muore a Greenwood, nel suo Mississippi. Non è possibile definire con certezza quali furono le ragioni del decesso: il certificato di morte, registrato all’Ufficio di Stato Civile di Jackson il 18 agosto, non attribuisce il decesso ad alcuna causa specifica e segnala oltretutto che la ragione della sua dipartita sia da ricercarsi anche nel fatto che nessun medico abbia avuto modo (non si sa per quale motivo) di prestargli cure nella fase dell’agonia.

Le testimonianze di Sonny Boy Williamson II e David Honeyboy Edwards attestano che la notte del 13 agosto Robert Johnson si trovava a suonare con loro al Three Forks, un locale a quindici miglia da Greenwood, nel quale i tre suonavano ogni sabato sera a seguito di un ingaggio che durava da alcune settimane. Era apparso subito evidente come Johnson avesse una storia con la moglie del gestore del locale, il quale era consapevole del fatto pur continuando a contattarlo lo stesso. Racconta Sonny Boy che durante la serata, complici l’alcol e l’atmosfera di grande eccitazione, gli atteggiamenti dei due furono talmente spudorati da risultare persino imbarazzanti. Altrettanto chiara era la rabbia dipinta sul volto del barman.

Quando, durante una pausa, venne passata a Robert una bottiglia da mezza pinta di whisky senza tappo, Sonny Boy gliela fece cadere di mano, avvertendolo che non era prudente bere da una bottiglia aperta; nondimeno questi si infuriò e bevve con stizza la successiva bottiglia, ugualmente passatagli già stappata. Poco dopo risultò evidente che Johnson non era più in condizione di suonare, al punto che lasciò la chitarra e si alzò per andare via in stato confusionale. Fu accompagnato a casa di un amico, dove dopo poche ore iniziò a delirare, mostrando i primi segni di avvelenamento. Morì a casa il martedì successivo, dopo due giorni di intensa agonia.

I riconoscimenti postumi

La Rock and Roll Hall of Fame incluse quattro canzoni di Robert Johnson nella lista delle 500 canzoni significative per la nascita del rock and roll. DefinitoTra le massime leggende della musica blues, è considerato uno dei più grandi e influenti musicisti del ventesimo secolo.

Hanno detto di lui:

 

Per me Robert Johnson è il più importante musicista blues mai vissuto. […] Non ho mai trovato nulla di più profondamente intenso. La sua musica rimane il pianto più straziante che penso si possa riscontrare nella voce umana.  Eric Clapton

Un giorno Brian (Jones) mi fece ascoltare un nastro ed io rimasi sorpreso e chiesi:” chi è l’altro che suona la chitarra?” Keith Richards

Nel video seguente troviamo un’ animazione sulla biografia di R.J. Nella parte finale vi è una lunga serie di nomi di artisti che si sono ispirati a lui.

No Robert Johnson no rock’ n roll !