{"id":999,"date":"2015-03-13T18:36:52","date_gmt":"2015-03-13T17:36:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/?p=999"},"modified":"2023-01-30T01:48:29","modified_gmt":"2023-01-30T00:48:29","slug":"la-sintesi-sonora-additiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/la-sintesi-sonora-additiva\/","title":{"rendered":"La sintesi sonora additiva"},"content":{"rendered":"<h2><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1000\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/sintesi_additiva.png\" alt=\"sintesi_additiva\" width=\"649\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/sintesi_additiva.png 649w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/sintesi_additiva-120x57.png 120w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/sintesi_additiva-300x141.png 300w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/sintesi_additiva-624x294.png 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 649px) 100vw, 649px\" \/>La <strong>sintesi additiva<\/strong> rappresenta la forma primordiale di generazione sonora. Essa \u00e8 finalizzata &nbsp;alla creazione\/emulazione di &nbsp;timbri di una certa complessit\u00e0, come quello di un qualsiasi strumento musicale acustico od elettronico. Si fonda sul principio della serie di Fourier&nbsp;la quale prevede che una funzione periodica pu\u00f2 essere scomposta in una serie di funzioni sinusoidali fondamentali; nel nostro caso le onde acustiche di un suono.<strong>&nbsp;<\/strong>&nbsp;<!--more--><\/h2>\n<p>Per semplicit\u00e0 proviamo a pensare ad una casa ed associamola al timbro di una nota di violino per esempio, i singoli mattoni che la compongono &nbsp;saranno le funzioni sinusoidali &nbsp;costituenti il medesimo timbro ottenute sommando tutte queste funzioni. Si ottiene cos\u00ec il suono di partenza e si ricostruisce la casa. Queste funzioni &nbsp;sono delle onde &nbsp;<strong>sinusoidali<\/strong>&nbsp;che rappresentano idealmente la parte pi\u00f9 piccola scomponibile di un determinato timbro. Per ottenere questo risultato si effettua una serie di lunghi e abbastanza complicati calcoli matematici (<strong>trasformata di fourier<\/strong>)<strong>.<\/strong>&nbsp;Questo procedimento pu\u00f2 essere fatto anche in senso inverso,ovvero partendo dalla somma di funzioni sinuosoidali fondamentali, si costruisce una nuova funzione complessa. <strong>&nbsp;<\/strong>Avremmo cos\u00ec la&nbsp;&#8220;<strong>trasformata inversa<\/strong>&#8221; il cui acronimo in inglese \u00e8<strong> <strong>FFT&nbsp;<\/strong><\/strong>(fast Fourier transform).<\/p>\n<p>Per fortuna dei compositori moderni &nbsp;e dei sound design esistono i computer che eseguono in un baleno questi calcoli!<\/p>\n<p>La caratteristica principale di un suono sinusoidale puro \u00e8 quello &nbsp;di non avere componenti armoniche. Nessuno strumento musicale tradizionale potrebbe generare delle onde di tale specie visto che anche se pizzichiamo un elastico teso o soffiamo aria dentro un tubo produciamo necessariamente un suono composto da una fondamentale pi\u00f9 una serie di armonici detti anche&#8221;&nbsp;<strong>parziali&#8221;<\/strong>.&nbsp;In base alla teoria di Fourier, la forma d&#8217;onda di un segnale e il suo inviluppo nel tempo possono essere ottenuti matematicamente come combinazione di onde sinusoidali di frequenza multipla di una frequenza fondamentale&nbsp;(F) e di onde sinusoidali parziali di frequenza, &nbsp;e ampiezza diversa che possono crescere, mantenersi e decadere nel tempo modificando il loro inviluppo.<\/p>\n<p>Per ulteriori approfondimenti sulle onde acustiche consiglio la lettura di un <a href=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/perche-il-piano-ed-il-violino-hanno-dei-timbri-diversi\/\">precedente articolo<\/a> del blog su questo argomento<\/p>\n<p>La sintesi additiva si avvale di tutto questo per generare, tramite degli oscillatori, delle forme d&#8217;onda come modello &nbsp;( sinusoidale, triangolare, a dente di sega,quadrata); sommando e modulandole opportunamente \u00e8 possibile ottenere i pi\u00f9 diversi tipi di timbro, emulando in modo realistico, il suono degli strumenti acustici.<\/p>\n<div id=\"attachment_1006\" style=\"width: 670px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1006\" class=\"wp-image-1006 size-full\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Onda.jpg\" alt=\"Onda\" width=\"660\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Onda.jpg 660w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Onda-120x70.jpg 120w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Onda-300x175.jpg 300w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Onda-624x364.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><p id=\"caption-attachment-1006\" class=\"wp-caption-text\">Onde sinusoidali<\/p><\/div>\n<p>Le prime tecniche di sintesi additiva utilizzavano&nbsp;naturalmente oscillatori analogici, ma il numero degli oscillatori presenti nei centri&nbsp;di ricerca limitava il campo dell\u2019esplorazione sonora. La creazione di spettri complessi utilizzando un linguaggio per la sintesi del suono \u00e8 certamente pi\u00f9 semplice,&nbsp;ma la costruzione risulta assai lenta e, causa l\u2019enorme mole di dati che richiedeva, ed era solo &nbsp;possibile per applicativi non in tempo reale. Il principale problema \u00e8 dover indicare per ogni componente armonica, la frequenza, l\u2019ampiezza e l\u2019inviluppo, e per certi timbri complessi (come quelli di emulazione) il numero di sinusoidi impiegate \u00e8 enormemente alto.Sono questi alcuni dei motivi per cui questo tipo di sintesi \u00e8 stata nel tempo sostituita&nbsp;da altre tecniche come la modulazione di frequenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1007\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Additive_synthesis.svg_.png\" alt=\"Additive_synthesis.svg\" width=\"220\" height=\"242\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Additive_synthesis.svg_.png 220w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Additive_synthesis.svg_-82x90.png 82w\" sizes=\"auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><br \/>\nTuttavia grazie alla potenza delle moderne cpu e all\u2019utilizzo creativo di linguaggi per<br \/>\nla sintesi come<strong> Csound<\/strong>, la sintesi additiva \u2013 che resta un eccellente primo approccio didattico alla sintesi del suono \u2013 \u00e8 ancora un campo da esplorare per la ricerca di<br \/>\ntimbri complessi e variabili nel tempo.<\/p>\n<p>Non dobbiamo pensare che la sintesi additiva sia qualcosa da associare necessariamente alla musica elettronica visto che la troviamo anche in altre discipline come ad esempio nella pittura e nella fotografia e pi\u00f9 in generale nei trattati di ottica.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1005\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/additive_and_subtractive.png\" alt=\"additive_and_subtractive\" width=\"384\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/additive_and_subtractive.png 384w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/additive_and_subtractive-120x62.png 120w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/additive_and_subtractive-300x154.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<p>Nella figura a sinistra possiamo notare come i colori &nbsp;possono essere sovrapposti in modo ambivalente (additivo e sottrattivo) per generarne di altri. La similitudine \u00e8 rafforzata dal fatto che la luce nel suo duplice aspetto quantistico onda-particella altro non \u00e8 che una serie di <strong>onde<\/strong> elettromagnetiche avente una gamma di frequenze peculiari per ogni singola sfumatura di colore, a partire dal rosso fino ad arrivare all&#8217;estremo violetto; esattamente come le <strong>onde<\/strong> acustiche e le note di una scala &nbsp;musicale. A differenza delle onde acustiche le onde elettromagnetiche non hanno necessit\u00e0 di avere un mezzo di propagazione come l&#8217;aria ad esempio, e quindi possono &nbsp;propagarsi anche nel vuoto.<\/p>\n<p>Sorprendentemente il <strong>primo strumento musicale che ha utilizzato la sintesi additiva<\/strong> nella propria variet\u00e0 timbrica non \u00e8 stato costruito in tempi recenti come facilmente verrebbe da pensare. Dobbiamo andare indietro nel tempo fino ad arrivare al III secolo d.C. Stiamo parlando dell&#8217;<strong>organo a canne<\/strong> presente nelle chiese e nelle cattedrali di mezzo mondo, protagonista assoluto della musica liturgica.&nbsp;<strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><script src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\" async=\"\"><\/script><!-- Categoria - 1 (www.lucaleggi.it) --> <ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display: block;\" data-ad-client=\"ca-pub-5604229652743268\" data-ad-slot=\"1910768850\" data-ad-format=\"auto\"><\/ins><script>\/\/ <![CDATA[ (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); \/\/ ]]><\/script><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1013 alignleft\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/organo-a-canne-e1426041416988.jpg\" alt=\"organo-a-canne\" width=\"300\" height=\"222\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I diversi registri o voci di un organo a canne vengono prodotti utilizzando gli stessi principi della sintesi additiva anche se l&#8217;emissione sonora di ogni singola canna non ha una forma sinusoidale pura(ma si avvicina abbastanza).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fino ad adesso abbiamo parlato di <strong>suoni periodici<\/strong>, ovvero di forme d&#8217;onda aventi una frequenza fondamentale (quella propria della nota musicale) pi\u00f9 una serie di frequenze parziali relazionabili &nbsp;come multipli della frequenza fondamentale. Questa tipologia di suoni vengono definiti ad <strong>intonazione certa<\/strong>&nbsp;in quanto possiamo valutarne in modo univoco l&#8217;altezza.La maggior parte degli strumenti musicali producono proprio questo tipo di suoni.<\/p>\n<p>In natura &nbsp;esistono anche&nbsp;<strong>suoni non periodici<\/strong> nei quali \u00e8 impossibile distinguerne l&#8217;altezza in modo assoluto: pensiamo al rumore. Questa definizione non ci deve trarre in inganno perch\u00e8 spesso la distinzione tra suoni periodici \/aperiodici non \u00e8 affatto assoluta a livello percettivo. Infatti, se vediamo lo spettro del &nbsp;suono della campana risulta essere &nbsp; tutt&#8217;altro che periodico, ma &nbsp;ne riusciamo ugualmente a percepirne l&#8217;intonazione. Possiamo affermare che il confine tra suoni ad intonazione determinata\/indeterminata non sia cos\u00ec netto come si credeva in passato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Queste sono le diverse forme di sintesi additiva<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sintesi additiva di suoni periodici<\/strong>:<\/p>\n<p>Rappresenta la forma pi\u00f9 semplice dove una generica funzione periodica che viene scomposta in una serie di sinusoidi aventi ampiezza e frequenza e fase iniziale derivati dalla trasformata di fourier<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1015\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/additive.gif\" alt=\"additive\" width=\"307\" height=\"250\">. Si avr\u00e0 quindi:<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1017\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formula.png\" alt=\"formula\" width=\"252\" height=\"52\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formula.png 252w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formula-120x25.png 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>dove l&#8217;uscita &nbsp;<img decoding=\"async\" class=\"mwe-math-fallback-image-inline tex\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/9\/3\/6\/93686a205678a02400883dc8cd2b7f27.png\" alt=\"y (t) \\,\">\u00e8 la sintesi di&nbsp;<img decoding=\"async\" class=\"mwe-math-fallback-image-inline tex\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/1\/b\/8\/1b8e6b21f9622a5f3e4c90c3d10a63ed.png\" alt=\"r_k \\,\">, <img decoding=\"async\" class=\"mwe-math-fallback-image-inline tex\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/2\/2\/2\/22230838a27b4d7fcc16efa501dcde19.png\" alt=\"k f_0 \\,\">e <img decoding=\"async\" class=\"mwe-math-fallback-image-inline tex\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/f\/5\/6\/f56d07d7907d9f4ef6d5dbdf4da2a8cd.png\" alt=\"\\ Phi_k \\,\">rispettivamente:&nbsp;l&#8217;ampiezza, la frequenza e l&#8217;offset di fase, rispettivamente, del <img decoding=\"async\" class=\"mwe-math-fallback-image-inline tex\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/b\/f\/f\/bff2e94865b44c361e46c4beb2b040fe.png\" alt=\"k \\,\">th armonica parziale di un totale di <img decoding=\"async\" class=\"mwe-math-fallback-image-inline tex\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/d\/0\/e\/d0e1b8571128845c03a4cfac00d43b66.png\" alt=\"K \\,\">armoniche parziali, ed <img decoding=\"async\" class=\"mwe-math-fallback-image-inline tex\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/b\/c\/1\/bc19e0378f11892d9b50b71ac4f2b2bc.png\" alt=\"f_0 \\,\">&nbsp;che \u00e8&nbsp;&nbsp;la&nbsp;frequenza fondamentale della forma d&#8217;onda e la frequenza della nota musicale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sintesi additiva di ampiezze dipendenti dal tempo:<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, l&#8217;ampiezza di ogni armonica pu\u00f2 essere descritta come una funzione del tempo, <img decoding=\"async\" class=\"mwe-math-fallback-image-inline tex\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/7\/c\/d\/7cd9d328934f55866faf3bd6412e7026.png\" alt=\"r_k (t) \\,\">&nbsp;nel qual caso l&#8217;uscita di sintesi \u00e8:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1018\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formulatempo.png\" alt=\"formulatempo\" width=\"275\" height=\"52\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formulatempo.png 275w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formulatempo-120x23.png 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ogni valore di&nbsp;<img decoding=\"async\" class=\"mwe-math-fallback-image-inline tex\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/7\/c\/d\/7cd9d328934f55866faf3bd6412e7026.png\" alt=\"r_k (t) \\,\"> dovrebbe variare lentamente rispetto alla distanza di frequenza tra sinusoidi adiacenti. La&nbsp;larghezza di banda di <img decoding=\"async\" class=\"mwe-math-fallback-image-inline tex\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/7\/c\/d\/7cd9d328934f55866faf3bd6412e7026.png\" alt=\"r_k (t) \\,\">dovrebbe essere significativamente inferiore ad&nbsp;<img decoding=\"async\" class=\"mwe-math-fallback-image-inline tex\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/b\/c\/1\/bc19e0378f11892d9b50b71ac4f2b2bc.png\" alt=\"f_0 \\,\">.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sintesi additiva su suono non periodico:<\/strong><\/p>\n<p>Nel caso generale, la frequenza istantanea di una sinusoide \u00e8 la derivata (rispetto al tempo) dell&#8217; argomento della funzione seno o coseno. La&nbsp;frequenza \u00e8 rappresentata sia in hertz,&nbsp;e sia se in forma di velocit\u00e0&nbsp;angolare&nbsp;, allora questa derivata \u00e8 moltiplicata per <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/2\/3\/8\/2383bd43d68a54dcbd5502106997681e.png\" alt=\"2 \\ pi \\,\">;&nbsp;Questo nel caso &nbsp;se la parziale \u00e8 armonica o inarmonica &nbsp;e se la sua frequenza \u00e8 costante o variabile nel tempo.<\/p>\n<p>Nella forma pi\u00f9 generale, la frequenza di ogni parziale non armonica \u00e8 una funzione non negativa di tempo,<img decoding=\"async\" class=\"mwe-math-fallback-image-inline tex\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/2\/9\/8\/298cd4799a6494167f3295160e67d338.png\" alt=\"f_k (t) \\,\">.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1020\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formula3.png\" alt=\"formula3\" width=\"359\" height=\"52\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formula3.png 359w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formula3-120x17.png 120w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formula3-300x43.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 359px) 100vw, 359px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel corso del XX\u00b0 secolo con lo sviluppo dell&#8217;elettronica si \u00e8 assistito alla messa in commercio di sintetizzatori che usavano la sintesi additiva per la generazione timbrica. Eccone alcuni:<\/p>\n<div id=\"attachment_1027\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1027\" class=\"wp-image-1027 \" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/telharmonium.jpg\" alt=\"telharmonium\" width=\"280\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/telharmonium.jpg 300w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/telharmonium-98x90.jpg 98w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><p id=\"caption-attachment-1027\" class=\"wp-caption-text\">Thelarmonium (1906)<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_1026\" style=\"width: 251px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1026\" class=\"wp-image-1026\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Hammond-e1426165643375.jpg\" alt=\"Hammond\" width=\"241\" height=\"249\"><p id=\"caption-attachment-1026\" class=\"wp-caption-text\">Organo Hammond (1935)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_1029\" style=\"width: 288px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1029\" class=\"wp-image-1029\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ans.jpg\" alt=\"ans\" width=\"278\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ans.jpg 600w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ans-120x76.jpg 120w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ans-300x190.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><p id=\"caption-attachment-1029\" class=\"wp-caption-text\">ANS (1938)<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_1028\" style=\"width: 266px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1028\" class=\"wp-image-1028 \" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/farlight.jpg\" alt=\"farlight\" width=\"256\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/farlight.jpg 270w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/farlight-120x83.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><p id=\"caption-attachment-1028\" class=\"wp-caption-text\">Fairlight Quasar M8 (1976)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_1025\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1025\" class=\"wp-image-1025\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/SynclavierII-e1426166096257.jpg\" alt=\"SynclavierII\" width=\"250\" height=\"136\"><p id=\"caption-attachment-1025\" class=\"wp-caption-text\">Synclavier II (1979)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_1030\" style=\"width: 298px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1030\" class=\"wp-image-1030\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/bell.jpg\" alt=\"bell\" width=\"288\" height=\"109\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/bell.jpg 366w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/bell-120x45.jpg 120w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/bell-300x113.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 288px) 100vw, 288px\" \/><p id=\"caption-attachment-1030\" class=\"wp-caption-text\">Bell Digital Synthesizer 1977<\/p><\/div>\n<p>Con il progresso dell&#8217;elettronica questo tipo di strumenti sono diventati obsoleti abbastanza presto e sostituiti da altri pi\u00f9 performanti. L&#8217;unica eccezzione riguarda l&#8217;organo Hammond che gode di un&#8217;estrema popolarit\u00e0 anche ai nostri giorni. Il mercato propone spesso nuovi modelli di sintetizzatori spesso simili tra loro, in una sorta di competizione consumistica simile a quello che avviene per il mercato dell&#8217;iphone e della telefonia in genere.<\/p>\n<p>Il limite di questo tipo di siynt \u00e8 rappresentato dal fatto di avere dei suoni preimpostati (preset) ,e la possibilit\u00e0 di intervento a fini creativi di modificare o generare nuovi timbri risulta essere molto limitata ed indissolubilmente vincolata dall&#8217;hardware.<\/p>\n<p>Viceversa con i <strong>sintetizzatori software<\/strong> questi limiti che abbiamo evidenziato spariscono quasi completamente in quanto le prestazioni saranno quelle della CPU e della quantit\u00e0 di memoria RAM disponibile in un computer.<\/p>\n<p>Possiamo distinguere due tipi di sintetizzatori software &nbsp;:<\/p>\n<p><strong>Software di emulazione (virtual instrument)&nbsp;<\/strong>sono dei programmi che simulano un particolare tipo di suono, sia esso &nbsp;un synt oppure &nbsp;uno strumento acustico. Sono molto usati in ambito discografico e possono facilmente essere interfacciati con i sequencer tramite delle librerie denominate VST, RTU,RTAS &nbsp;secondo gli ambienti di sviluppo.<\/p>\n<p><b>Sintesi tramite linguaggi di programmazione<\/b> rappresenta il sistema pi\u00f9 evoluto della computer music &#8220;seria&#8221;, anche se \u00e8 un po&#8217; complessa da utilizzare, in quanto il suo uso richiede &nbsp;una conoscenza interdisciplinare che riguarda oltre la teoria musicale, la fisica acustica e la conoscenza informatica necessaria per scrivere delle righe di codice usando un linguaggio di programmazione. Tali strumenti sono molto spesso ignorati dalla quasi totalit\u00e0 dei musicisti e degli insegnanti che se ne potrebbero avvalere come dei formidabili sussidi didattici partendo dalle fondamenta del suono.<\/p>\n<p>Il linguaggio di programmazione pi\u00f9 usato nel mondo della computer music si chiama <strong><a href=\"http:\/\/www.csounds.com\/\">CSOUND<\/a>&nbsp;<\/strong>. Esso nasce come strumento di ricerca universitario nei labolratori del&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.media.mit.edu\/\">MIT media lab<\/a> presso il&nbsp;Massachusetts Institute of Technology negli Stati Uniti ed usato per ricerche che riguardano svariate discipline. Oltre alle potenzialit\u00e0 &nbsp;illimitate, questo strumento ha il vantaggio di essere totalmente gratuito e liberamente utilizzabile. Con la possibilit\u00e0, anche per il singolo utente, di sviluppare un suo algoritmo personale. Esiste in rete una comunit\u00e0 molto ampia su csound, con molti forum dove ci si scambia opinioni e consigli. Annualmente si tiene una conferenza ogli anno in un paese diverso. Per il 2015 \u00e8 prevista dal 2 al 4 Ottobre a San Pietroburgo in Russia.<\/p>\n<p>In conclusione allego il video di un mio studio che si chiama &#8220;Abyss&#8221; dove ho usato csound per ottenere la sintesi additiva, cercando di mettere in pratica con un esempio sonoro tutti gli argomenti trattati in questo capitolo .<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7A0VDd2zRqI?list=UU8XBUcDtoK6LdF87oeIW00w\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sintesi additiva rappresenta la forma primordiale di generazione sonora. Essa \u00e8 finalizzata &nbsp;alla creazione\/emulazione di &nbsp;timbri di una certa complessit\u00e0, come quello di un qualsiasi strumento musicale acustico od elettronico. 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