{"id":523,"date":"2014-08-05T16:00:24","date_gmt":"2014-08-05T14:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/?p=523"},"modified":"2014-12-19T02:40:31","modified_gmt":"2014-12-19T01:40:31","slug":"breve-storia-musica-elettronica-1900-1960","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/","title":{"rendered":"Breve storia della musica elettronica 1900-1960"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_525\" style=\"width: 203px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-525\" class=\"wp-image-525 size-full\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/intonarumori.jpg\" alt=\"intonarumori\" width=\"193\" height=\"262\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/intonarumori.jpg 193w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/intonarumori-66x90.jpg 66w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><p id=\"caption-attachment-525\" class=\"wp-caption-text\">Intonarumori<\/p><\/div>\n<p>Agli inizi del novecento alcuni musicisti si cominciarono a domandare se le combinazioni di note ottenibili per formare una melodia fossero giunte al termine, ovvero il dubbio era &#8211; \u00e8 possibile ancora poter comporre una musica completamente nuova che non usi combinazioni di note gi\u00e0 scritte in passato? &#8211; la risposta \u00e8, almeno da un punto di vista matematico &#8220;si&#8221;, in quanto considerando non solo le combinazioni delle 12 note possibili , ma anche le molteplici caratteristiche espressive, possiamo affermare che da un punto di vista combinatorio le possibilit\u00e0 siano quasi infinite. Rimane il fatto che, \u00a0grazie anche alla letteratura (<strong>Marcel Proust<\/strong>) \u00a0e soprattutto alla nascente psicoanalisi (<strong>Sigmund Freud<\/strong>), si sent\u00ec l&#8217;esigenza di scoprire nuove forme. Queste nuove forme dovevano rappresentare l&#8217;inconscio; i primi esponenti di questo nuovo modo di concepire la musica e l&#8217;arte in generale \u00a0furono \u00a0<strong>Ferruccio Busoni<\/strong> e\u00a0<strong>Edgar Var\u00e8se<\/strong>. Il limite, se si pensa che siamo agli inizi del 900, era l&#8217;utopia di questa nuova musica che non poteva essere concretizzata. Ci furono anche altri due musicisti che si accostarono a loro volta a questo argomento, in modi diversi, ma sicuramente con ottimi risultati: <strong>Claude Debussy<\/strong> e <strong>B\u00e8la Bart\u00f2k<\/strong>, tali da far interessare la musica cosiddetta colta. Il primo basando la sua composizione sull&#8217;intuizione, il secondo facendo perno sulla ricerca. Nel frattempo nascono \u00a0i primi sistemi elettromeccanici per la produzione di nuovi suoni (nuovi intervalli).<!--more--> Erano essenzialmente dei grandi oscillatori che intonavano il suono a varie altezze, riproducendo tutte le altezze intermedie. \u00a0 Il<strong> Futurismo<\/strong> approd\u00f2 anche alla musica tramite <strong>Luigi Russolo<\/strong> utilizzando il rumore della quotidianet\u00e0, tramite degli strumenti chiamati <strong>Intonarumori, <\/strong>ovvero\u00a0\u00a0delle grandi scatole generatrici di rumori in cui muovendo una particolare leva se ne variava l&#8217;altezza.<\/p>\n<div id=\"attachment_529\" style=\"width: 270px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-529\" class=\"wp-image-529 size-full\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/theremin.jpg\" alt=\"theremin\" width=\"260\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/theremin.jpg 260w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/theremin-120x90.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><p id=\"caption-attachment-529\" class=\"wp-caption-text\">Theremin<\/p><\/div>\n<p>Il fisico russo\u00a0<span style=\"color: #252525;\">L\u00e9on Theremin inventa &#8211; grazie anche alle nuove scoperte dello scienziato italiano Guglielmo Marconi sulle onde radio &#8211; l&#8217;omonimo strumento chiamato <strong>theremin<\/strong>; \u00a0il pi\u00f9 antico strumento elettronico a non prevedere il contatto fisico dell&#8217; &#8216;esecutore. Il\u00a0Theremin \u00a0si basa su\u00a0oscillatori\u00a0che, lavorando in isofrequenza al di fuori dello spettro udibile, producono, per alterazioni delle loro caratteristiche a seguito della presenza delle mani del musicista nel campo d&#8217;onda, dei suoni sul principio fisico del\u00a0battimento, questa volta nel campo delle frequenze udibili.<\/span> Successivamente\u00a0il francese <strong>Maurice Martenot<\/strong>, tecnico radiotelegrafista e violoncellista, inizi\u00f2 a lavorare alla produzione di uno strumento musicale elettronico nel\u00a01923.\u00a0L&#8217;idea di Martenot era quella di realizzare uno strumento elettronico che sfruttasse la tecnologia ideata da Theremin, ma che risultasse familiare ai musicisti abituati ai soli strumenti acustici: inser\u00ec cos\u00ec una\u00a0tastiera\u00a0standard da 88 tasti per controllare l&#8217;altezza dei suoni prodotti dallo strumento Pu\u00f2 essere considerato direttissimo un antenato delle tastiere moderne , in quanto si basa sullo sfruttamento delle differenze di\u00a0frequenza\u00a0emesse da due generatori sonori (oscillatori). Ha un&#8217;estensione di sei\u00a0ottave, e pu\u00f2 produrre intervalli inferiori al semitono, glissati e diversi timbri.<\/p>\n<div id=\"attachment_532\" style=\"width: 269px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-532\" class=\"wp-image-532 size-full\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/martenot.jpg\" alt=\"martenot\" width=\"259\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/martenot.jpg 259w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/martenot-120x90.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><p id=\"caption-attachment-532\" class=\"wp-caption-text\">Ondes Martenot<\/p><\/div>\n<p>Un altro dei primi strumenti elettrofoni \u00e8 il <strong>telharmonium;\u00a0<span style=\"font-weight: normal; color: #252525;\">inventato da<\/span><\/strong><span style=\"font-weight: normal; color: #252525;\">\u00a0<\/span>Thaddeus Cahill<strong><span style=\"font-weight: normal; color: #252525;\">\u00a0intorno al\u00a0<\/span><\/strong>1897<strong><span style=\"font-weight: normal; color: #252525;\">, pu\u00f2 essere considerato l&#8217;antenato dell&#8217;<\/span><\/strong>organo elettromeccanico Hammond<strong><span style=\"font-weight: normal; color: #252525;\">.<\/span><\/strong> Tale\u00a0strumento\u00a0era formato essenzialmente da 145\u00a0dinamo\u00a0e induttori al fine di produrre\u00a0correnti alternate\u00a0di varie\u00a0frequenze. Questi segnali venivano controllati da diverse\u00a0tastiere\u00a0di 7\u00a0ottave. Il\u00a0peso\u00a0era incredibilmente elevato: 200 tonnellate. Non essendo ancora l&#8217;elettronica\u00a0sviluppatasi, il suono era molto debole e non poteva essere amplificato. Dunque il segnale generato dal dinamofono poteva essere collegato direttamente alla linea telefonica o attraverso speciali trasduttori, chiamati &#8220;soundboards&#8221;. \u00a0 L&#8217;idea iniziale era di impiegarlo per la\u00a0filodiffusione\u00a0della\u00a0musica, attraverso il\u00a0telefono. Ben presto, per\u00f2, il progetto fall\u00ec. \u00a0 Il cinema ebbe un&#8217; influenza sullo sviluppo della musica elettronica, ma il primo strumento elettronico efficiente si ha solo nei primi anni 50 con il sintetizzatore<\/p>\n<div id=\"attachment_537\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-537\" class=\"size-full wp-image-537\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/telharmonium.jpg\" alt=\"Telharmonium\" width=\"300\" height=\"275\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/telharmonium.jpg 300w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/telharmonium-98x90.jpg 98w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-537\" class=\"wp-caption-text\">Telharmonium<\/p><\/div>\n<p><strong>Mark II<\/strong> che fu \u00a0il primo sintetizzatore elettronico completamente programmabile. Realizzato negli studi dell&#8217; RCA da\u00a0<span style=\"color: #252525;\">Herbert Belar e\u00a0<\/span>Harry Olson . Tale strumento raggruppava degli oscillatori analogici di grandi dimensioni per generare il suono, un modulatore ad anello con l&#8217;uscita che \u00e8 la somma e la differenza delle frequenze d&#8217;ingresso e diversi filtri d&#8217;elaborazione. Erano delle macchine molto grandi in quanto ogni singolo oscillatore occupava molto spazio, inoltre erano composte da apposite schede forate che determinavano l&#8217;apertura e la chiusura dei circuiti, si ebbe cosi&#8217; il primo esempio di programmazione.<\/p>\n<p><script src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\" async=\"\"><\/script><!-- Categoria - 1 (www.lucaleggi.it) --> <ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display: block;\" data-ad-client=\"ca-pub-5604229652743268\" data-ad-slot=\"1910768850\" data-ad-format=\"auto\"><\/ins><script>\/\/ <![CDATA[\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\n\/\/ ]]><\/script><\/p>\n<div id=\"attachment_540\" style=\"width: 347px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-540\" class=\"wp-image-540 size-full\" src=\"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/337px-RCA_Mark_II_Sound_Synthesizer.png\" alt=\"337px-RCA_Mark_II_Sound_Synthesizer\" width=\"337\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/337px-RCA_Mark_II_Sound_Synthesizer.png 337w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/337px-RCA_Mark_II_Sound_Synthesizer-120x84.png 120w, https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/337px-RCA_Mark_II_Sound_Synthesizer-300x210.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 337px) 100vw, 337px\" \/><p id=\"caption-attachment-540\" class=\"wp-caption-text\">Mark II<\/p><\/div>\n<p>Particolare importanza ebbe la citta&#8217; tedesca di Darmstadt sede di congressi fra musicisti dal 1956 al 1961, in cui si fecero dei seminari di fondamentale importanza per il futuro: <strong>Luigi Nono<\/strong>, <strong>Bruno Maderna<\/strong>, <strong>Luciano Berio<\/strong>, <strong>Pierre Boulez<\/strong>, <strong>Karlheinz Stockhausen<\/strong>. Nascono le prime composizioni che non imitano pi\u00f9 il suono di strumenti esistenti, ma bens\u00ec fanno del Timbro il parametro principale della musica: &#8220;noi possiamo comporre il suono&#8221;, si utilizzano cosi&#8217; le componenti microscopiche delle onde sonore a differenza di prima che si componeva su timbri pre esistenti. Anche in America si verifica lo stesso con<strong> John Cage<\/strong> che sceglie \u00a0spesso la casualit\u00e0 nella composizione mentre gli altri coetanei sviluppano la costruzione timbro dopo timbro. In Francia alla fine degli anni 50 negli studi della televisione francese ORTF nasce la<strong> Musique Concrete<\/strong> (Pierre Henry,Pierre Schaeffer), si usano giradischi rallentati ed ogni tipo di nuove sonorit\u00e0; si sviluppano studi in tutta Europa, in Italia nasce il Centro di Fonologia Musicale della RAI nei primi anni 60.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agli inizi del novecento alcuni musicisti si cominciarono a domandare se le combinazioni di note ottenibili per formare una melodia fossero giunte al termine, ovvero il dubbio era &#8211; \u00e8 possibile ancora poter comporre una musica completamente nuova che non usi combinazioni di note gi\u00e0 scritte in passato? &#8211; la risposta \u00e8, almeno da un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,95],"tags":[110,100,109,99,98,97],"class_list":["post-523","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-audio-digitale","category-musica-elettronica","tag-intonarumori","tag-mark-ii","tag-musique-concrete","tag-ondes-martenot","tag-telharmonium","tag-theremin"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Breve storia della musica elettronica 1900-1960 - un blog per musicisti<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Questo articolo cerca di descrivere la nascita della musica elettronica fino al 1960, dai primi sistemi meccanici fino ad arrivare ai primi sintetizzatori programmabili.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Breve storia della musica elettronica 1900-1960 - un blog per musicisti\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Questo articolo cerca di descrivere la nascita della musica elettronica fino al 1960, dai primi sistemi meccanici fino ad arrivare ai primi sintetizzatori programmabili.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"un blog per musicisti\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2014-08-05T14:00:24+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2014-12-19T01:40:31+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/karlheinz.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1024\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"662\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"admin\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"admin\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"4 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"admin\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/510c86978a90c4cc3ea9a5248e256e9b\"},\"headline\":\"Breve storia della musica elettronica 1900-1960\",\"datePublished\":\"2014-08-05T14:00:24+00:00\",\"dateModified\":\"2014-12-19T01:40:31+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\\\/\"},\"wordCount\":901,\"commentCount\":0,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/08\\\/intonarumori.jpg\",\"keywords\":[\"intonarumori\",\"mark II\",\"MUSIQUE CONCRETE\",\"ondes martenot\",\"telharmonium\",\"theremin\"],\"articleSection\":[\"audio digitale\",\"musica elettronica\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\\\/\",\"name\":\"Breve storia della musica elettronica 1900-1960 - un blog per musicisti\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/08\\\/intonarumori.jpg\",\"datePublished\":\"2014-08-05T14:00:24+00:00\",\"dateModified\":\"2014-12-19T01:40:31+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/510c86978a90c4cc3ea9a5248e256e9b\"},\"description\":\"Questo articolo cerca di descrivere la nascita della musica elettronica fino al 1960, dai primi sistemi meccanici fino ad arrivare ai primi sintetizzatori programmabili.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\\\/#primaryimage\",\"url\":\"http:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/08\\\/intonarumori.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/08\\\/intonarumori.jpg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Breve storia della musica elettronica 1900-1960\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/\",\"name\":\"un blog per musicisti\",\"description\":\"Il silenzio \u00e8 musica\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lucaleggi.it\\\/blog\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/510c86978a90c4cc3ea9a5248e256e9b\",\"name\":\"admin\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/155613bd25dee1ee74c2030dbcea1fbebd3a1f5b0df037f1043ad0393b696a52?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/155613bd25dee1ee74c2030dbcea1fbebd3a1f5b0df037f1043ad0393b696a52?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/155613bd25dee1ee74c2030dbcea1fbebd3a1f5b0df037f1043ad0393b696a52?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"admin\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Breve storia della musica elettronica 1900-1960 - un blog per musicisti","description":"Questo articolo cerca di descrivere la nascita della musica elettronica fino al 1960, dai primi sistemi meccanici fino ad arrivare ai primi sintetizzatori programmabili.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Breve storia della musica elettronica 1900-1960 - un blog per musicisti","og_description":"Questo articolo cerca di descrivere la nascita della musica elettronica fino al 1960, dai primi sistemi meccanici fino ad arrivare ai primi sintetizzatori programmabili.","og_url":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/","og_site_name":"un blog per musicisti","article_published_time":"2014-08-05T14:00:24+00:00","article_modified_time":"2014-12-19T01:40:31+00:00","og_image":[{"width":1024,"height":662,"url":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/karlheinz.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"admin","twitter_misc":{"Scritto da":"admin","Tempo di lettura stimato":"4 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/"},"author":{"name":"admin","@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/#\/schema\/person\/510c86978a90c4cc3ea9a5248e256e9b"},"headline":"Breve storia della musica elettronica 1900-1960","datePublished":"2014-08-05T14:00:24+00:00","dateModified":"2014-12-19T01:40:31+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/"},"wordCount":901,"commentCount":0,"image":{"@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/intonarumori.jpg","keywords":["intonarumori","mark II","MUSIQUE CONCRETE","ondes martenot","telharmonium","theremin"],"articleSection":["audio digitale","musica elettronica"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/","url":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/","name":"Breve storia della musica elettronica 1900-1960 - un blog per musicisti","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/intonarumori.jpg","datePublished":"2014-08-05T14:00:24+00:00","dateModified":"2014-12-19T01:40:31+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/#\/schema\/person\/510c86978a90c4cc3ea9a5248e256e9b"},"description":"Questo articolo cerca di descrivere la nascita della musica elettronica fino al 1960, dai primi sistemi meccanici fino ad arrivare ai primi sintetizzatori programmabili.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/#primaryimage","url":"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/intonarumori.jpg","contentUrl":"http:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/intonarumori.jpg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/breve-storia-musica-elettronica-1900-1960\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Breve storia della musica elettronica 1900-1960"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/#website","url":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/","name":"un blog per musicisti","description":"Il silenzio \u00e8 musica","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/#\/schema\/person\/510c86978a90c4cc3ea9a5248e256e9b","name":"admin","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/155613bd25dee1ee74c2030dbcea1fbebd3a1f5b0df037f1043ad0393b696a52?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/155613bd25dee1ee74c2030dbcea1fbebd3a1f5b0df037f1043ad0393b696a52?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/155613bd25dee1ee74c2030dbcea1fbebd3a1f5b0df037f1043ad0393b696a52?s=96&d=mm&r=g","caption":"admin"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/523","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=523"}],"version-history":[{"count":26,"href":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/523\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":549,"href":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/523\/revisions\/549"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucaleggi.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}